Festa di San Giuseppe

L’origine della festa ha memoria antica, ma non risultano molte testimonianze scritte. Pochi documenti  fanno riferimento alla festa indirettamente e marginalmente e ne confermano l’esistenza già a partire dagli inizi del ‘700.

Nel 1977 San Giuseppe fu nominato compatrono di Chiusa Sclafani, insieme a San Nicola di Bari.

La festa del Santo Patrono unisce il rito religioso pubblico e il rito privato.

La parte pubblica del rito riguarda la processione della statua il 19 Marzo, alla quale tutta la comunità partecipa con molto fervore e devozione, a tal punto che molti fedeli compiono il tragitto a piedi scalzi.

Il rito privato è costituito dalle promisioni e dall'allestimento dell'altare. Inoltre, a partire dal 10 marzo, per nove giorni consecutivi, si celebra nella chiesa di Santa Maria Assunta, dove è custodita la statua, la novena di San Giuseppe, durante la quale si canta lo Stellario al Santo.

 

L' altare e il pane votivo

L'allestimento dell'altare è legato, di solito, ad una prumisioni, cioè l'impegno di solennizzare il Santo una volta ricevuta la grazia. All'allestimento dell'altare si unisce la cosiddetta mangiatina di li santi.

La struttura complessiva si divide in due parti: l'altare che si eleva in altezza e la tavolata che si sviluppa ai lati dell’altare. 

L'altare è formato da cassettoni e tavoli, poggiati al muro, per creare ripiani sfalsati che devono essere dispari, ricoperti da tovaglie di grande pregio. L’immagine di San Giuseppe col bambino sovrasta l'altare. Ai lati della struttura si posizionano grossi rami di alloro, che si sviluppano in altezza, sui quali vengono appesi piccoli pani.

Agli altari allestiti in casa dai devoti prendono parte, dopo il pranzo dei santuzzi,  anche i parenti, i conoscenti e la comunità intera. Soprattutto nei decenni scorsi, gli altari venivano visitati uno per uno e i visitatori non mancavano di apprezzare le pietanze offerte.

La parte più consistente dell'altare è costituita dai pani votivi.  I più importanti sono u vastuni , che si pone alla destra dell'immagine sacra, u pisci a sinistra. Nel ripiano inferiore, centralmente il nome di Maria con accanto San Michele Arcangelo e la varva, al di sotto il cuore di Maria, accanto al quale si pongono a cerva,  i cavallucci, le palmette, i panareddi, ecc.

 

 

 

 



I vuccidati, occupano il ripiano in basso, devono essere minimo tre e sempre dispari, rappresentano la Sacra Famiglia e altri santi. Sull'altare si pongono oltre a svariati pani votivi, alcune pietanze tipiche: fritture di asparagi, finocchi selvatici e altre verdure; alcuni dolci tipici: 'a pignulata, sfinci d'ovu e di risu; alcuni cestini di scaccio, costituiti da ciciri caliati (ceci abbrustoliti) e favi caliati (fave abbrustolite); come bevande si offrono solo acqua e vino e completano l'altare i frutti di stagione quali le arance, limoni e finocchi.

Fino a qualche anno fa venivano allestiti molti altari dai privati  ed erano aperti a tutti coloro che volevano visitarli e che volevano assaggiare le pietanze tipiche dell’altare.